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★★★★★ Cosa succede se al Tango di Piazzolla togliamo il bandoneon ? E se lo sostituiamo con uno Stradivari e con un’arpa classica ? Tutto e niente. Prendiamo il brano famosissimo che apre il Cd, Libertango: di primo acchito la mancanza dello trumento tradizionale, un po’ folklorico, un po’ plebeo, può apparirci come una specie di voragine che però scompare in pochi istanti, colmata dal fraseggio di un violino famoso, risalente al 1687, e di un’arpa. A questo punto c’è solo l’armonia melanconica, modulata tra luci e ombre, con cadenze diverse, ma in fondo unitarie, che è il denominatore comune di tutta la musica di Piazzolla alla quale è giusto abbandonarsi, perché è l’unico modo per fruirla, per capirla, per amarla. E allora, con questo “scambio” non succede proprio nulla: la musica resta lì, col suo messaggio, come è sempre successo (e il vecchio Bach ne è il testimone). Coraggio, accendiamo il lettore CD e ascoltiamo per l’ennesima volta “Oblivion”: le due talentuose interpreti ci faranno rivivere, preservandola proprio dall’oblio, l’arte di uno dei più grandi musicisti del XX secolo.
Angelo Formenti, CD Classico